11 C
Lecce
giovedì, Aprile 3, 2025

C’è B&B e b&b. Meglio se “puntu scusu, vale pe ddoi”.

“Ma tu, luna, le incognite finestre illumini del Nord, mentre noi qui parliamo, nel fondo di quest’esule provincia ove di te solo la nuca appare” da Foglie di tabacco (Vittorio Bodini)


Nella multiforme offerta turistica della Puglia, passi da gigante negli ultimi anni ha fatto quel tipo di ricettività, che va sotto il nome di B&B, agriturismo, villaggio diffuso. Tutte forme di ospitalità che potremmo definire di tipo esperenziale, cioè che coinvolge i turisti in una serie di attività legate alla cultura del territorio con un forte impatto personale.

C’è chi, come il Signore Claudio Benetti di origini emiliane ma una vita trascorsa a Padova per motivi di lavoro, è arrivato a pensare di aprire una piccola attività turistica, in quel profondo Sud, che Vittorio Bodini chiamava “Finibusterrae” la fine della terra, proprio a significare quanto fosse sconfinato, lontano, quasi irraggiungibile.

“Sono arrivato nel Salento, ci racconta, 25 anni fa per venire a trovare un amico conosciuto a Padova e sono rimasto da subito rapito per il carattere ancora abbastanza selvaggio di questa terra, sufficientemente lontana dal divertimentificio gallipolino e dal modello turistico tipo riviera adriatica. Io sono amante della natura, quando ho visto i muretti a secco mi sono letteralmente innamorato, il mio pensiero è naturalmente andato alla tremenda e ingegnosa fatica di quei contadini, uomini e donne che liberavano la terra dai sassi che poi utilizzavano per costruire muri e umili magazzini o rifugi agricoli che voi chiamate pajare o furnieddhi, per non parlare del mare, del cibo e della natura incontaminata. Ho subito pensato che questo è il posto dove voglio stare, allora lavoravo ancora ed era solo un proposito, un pensiero che non mi ha più abbandonato. Ho iniziato a lavorarci a ridosso dell’età pensionabile per farci una casa dove venire a passare le mie vacanze, ma da sette anni ho trasformato questo posto in B&B che ho chiamato Arthas in onore del capo dei messapi, la popolazione da cui provengono i salentini ed ora che di anni ne ho settantacinque sono diventato per metà salentino dividendomi tra Capilungo, (marina di Alliste) e Padova per circa sei mesi all’anno.

Quello che ci aiuta moltissimo è la passione che come sapete toglie la fatica. Curiamo tutto io e mia moglie con qualche piccolo sacrificio, ma abbiamo le nostre ore di libertà e ci piace divertirci con i nostri ospiti. Li coinvolgiamo passando insieme le serate a fare grigliate, spaghettate, impastare e sfornare pizze, un po’ come se fossero a casa loro.

Tornando a Capilungo c’è da dire che i salentini sono brava gente, affettuosi e accoglienti, fin da piccolo, avrò avuto tredici anni quando ci sono arrivato per la prima volta in vacanza con mio padre, fu amore a prima vista colpito da questo mare, la gente, la natura, gli odori, i profumi, i colori mi hanno riempito il cuore e mi è rimasta fissa l’idea di voler investire un giorno qui giù. Col tempo l’ho fatto e ne sono super contento.

Il nostro tipo di clientela è di provenienza napoletana, romana e del Nord Italia, ma negli ultimi anni stiamo lavorando moltissimo con gli stranieri, francesi, svizzeri, inglesi, olandesi, belgi e spagnoli, soprattutto a maggio ed a settembre, che privilegiano un tipo di turismo legato alle attività fisiche, ciclismo soprattutto, una clientela particolarmente attenta al turismo sostenibile e immerso nella natura. Quello che più ci dispiace è che la nostra piccola struttura, al pieno ospitiamo quattordici persone, non è in grado di soddisfare tutte le richieste e ci duole il cuore essere costretti troppo spesso a dire no, non possiamo ospitarvi, anche perché nel nostro piccolo abbiamo lavorato sulla fidelizzazione, si è creato un tale rapporto di fiducia tra noi e nostri clienti che molto spesso tornano.

La scorsa settimana sono ripartiti una famiglia di svizzeri di Losanna e quando ci siamo salutati la signora ha pianto e anch’io e mia moglie ci siamo commossi. In tredici giorni di permanenza si era creato una sorta di rapporto famigliare, qualcosa di più che una semplice amicizia.”

Alla fine del racconto del Signor Benetti ho pensato che nel suo piccolo, l’essenza di questa esperienza ricettiva, seppure dentro le articolazioni del turismo esperenziale, sta proprio nell’aver solcato una importante traccia per quello che può divenire un riferimento di accoglienza salentina, il “turismo emozionale”.

di Mario Blasi


Il B&B ARTHAS ai suoi ospiti offre una piscina, un salo- ne in comune, un giardino e WiFi gratuito.
L’alloggio è dotato di aria condizionata, cucina completamente attrezzata con zona pranzo, TV e bagno privato con vasca idromassaggio, asciuga-capelli e set di cortesia. Avrete a disposizione anche un frigorifero, un forno, un minibar, un bollitore e una macchina da caffè.

Dotato anche di una vasca idromassaggio, il B&B ARTHAS mette a vostra disposizione anche una terrazza solarium.

B&B – A R T H A S
Via Pilella, 33 CAPILUNGO –

TEL. 335.244341 – 348.5274550

Related Articles

Ultimi Articoli