Marcello Costantini. Classe 55, di Calimera. Laureato presso l’Università di Pavia, specializzato in Cardiologia nel medesimo Ateneo. Ha diretto il reparto di Cardiologia dell’Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina dal 1997 al 2015. Ricercatore del CNR a Lecce e Professore a contratto presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia.
Ancora protagonista in questa rubrica l’eclettico cardiologo Marcello Costantini che ci propone un’altra opera frutto della sua passione letteraria: “Anatomia di una Umana Commedia”. Di cosa si tratta?
Scrivere un romanzo è una sfida non facile: sei circondato dalla tua vita e da quella degli altri, devi avere in mente un’idea, hai in mano una tavolozza con infiniti colori , il passato ti frulla nella testa e l’istinto ti guida; devi testimoniare, immaginare, fornire uno strumento ottico magico attraverso il quale chiunque possa vedere se stesso. Tutto deve poi collimare in un’armonia che dia vita alla tua creatura , facendole battere un cuore dentro. Con tutto questo mi sono misurato e spero di essere riuscito a dare ritmo e respiro alla vicenda del protagonista, dall’ infanzia stravagante nel Salento, a tutte le battaglie con i suoi fantasmi , combattute nel nord Italia e poi ancora nel sud , in una specie di pendolarismo che è forse un destino comune a tanti.
2) Già autore di altre opere divulgative, fra cui “La teoria del vuoto”, “Mediterroneo”, “Il rientro dell’impulso”, e anche di numerose opere scientifiche. Come concilia questa passione con l’impegno professionale?
Ho sempre cercato di svolgere la mia professione secondo un metodo che coniuga la clinica, posta al centro , con la didattica e la ricerca. Questa “triade” ha sempre guidato e guida i miei passi: la scrittura di libri scientifici discende in modo quasi naturale dalla mia passione didattica, dalle esperienze di insegnamento nelle Scuole di Specialità. Quanto alla letteratura “narrativa”, essa si ciba di esperienze di vita e penso che il lavoro stesso del medico sia una fonte inesauribile di nutrimento per la letteratura, una grande opportunità di testimonianza.
3) Ha diretto per quasi 20 anni il reparto di Cardiologia di Galatina. Cosa ha lasciato in quell’ospedale e cosa quell’ospedale ha lasciato in lei?
Quando parlo di questo argomento non posso nascondere un velo di stupore, per non dire di tristezza. Nella Cardiologia-UTIC di Galatina per circa vent’anni abbiamo gestito un migliaio di acuti all’anno , mettendo in campo ogni energia per risolvere ogni singolo caso senza tralasciare un percorso ambulatoriale successivo all’acuzie . C’era anche una grossa attività di impianto di dispositivi cardiaci. L’attività diagnostica al servizio del territorio e dell’ospedale era vertiginosa…Ci siamo occupati della città, inventando un progetto di defibrillazione precoce sul territorio. Abbiamo firmato articoli comparsi su riviste cardiologiche di prestigio. Per più volte sono stati raggiunti i primi posti nelle classifiche nazionali AGENAS concernenti le performance delle UTIC. Esisteva un gruppo formidabile di medici ed infermieri che non mi ha fatto rimpiangere le esperienze passate vissute al nord e che dimostra una volta di più quanto forti siano le risorse umane e intellettive di questo territorio quando vengono valorizzate. Tutto questo patrimonio si è in gran parte dissolto nelle logiche recenti dei tagli e del depotenziamento , sulle quali non sta a me esprimermi in questa sede. Quanto a me medesimo, l’esperienza di Galatina mi ha sicuramente reso migliore e sarò sempre grato a tutti coloro che mi hanno aiutato nel difficile compito.
4) Eccellente la Sanità in Puglia. E tanti i medici pugliesi eccellenti nel mondo. Ma ancora tanti i viaggi della speranza verso Centri spesso diretti da medici pugliesi. Come invertire tale tendenza?
Non spetta a me affrontare un tema così delicato e allo stesso tempo paludoso…Ritengo tuttavia , da medico e da cittadino, che nel sud in generale e nella Puglia in particolare esistano tutte le premesse per superare il gap che purtroppo ancora esiste con il nord: parlo della qualità dei giacimenti intellettivi , del talento professionale, che ove valorizzati e guidati bene possono dare frutti sorprendenti.
La ricerca è fondamentale: servono progetti, grande organizzazione, ma serve anche scrutare il singolo caso traendone acquisizioni da condividere con la comunità scientifica. E’ altrettanto importante che la società abbracci sempre di più la logica del merito, attraendo le risorse umane migliori.
6) …il prossimo romanzo?
Fortunatamente non sono uno scrittore di professione o seriale….Mi occupo abitualmente di altro e l’ispirazione narrativa irrompe in modo intermittente nella mia vita come bisogno di testimonianza , come sfogo all’immaginazione, del tutto avulso dal bisogno di protagonismo. Ho scritto quattro romanzi, di ognuno dei quali sono soddisfatto . Vedremo cos’altro potrà saltare fuori.
di Gioia Catamo
Pubblicato il 6 marzo 2023 alle ore 14:31